lunedì 24 novembre 2008

In a no man's land. Quei cristiani che non avevano dove posare il capo

"In questo breve intervallo, dalla Resurrezione alla Parusia, i Gentili di Paolo, abilitati dallo Spirito, dovevano vivere come se si trovassero già nell'età messianica. (...) Insistendo sia sul fatto di non convertirsi al Giudaismo (mantenendo così il loro status pubblico e legale di pagani), sia su quello di non adorare le divinità (un diritto protettivo proprio solo dei Giudei), Paolo fece incamminare questi Gentili-in-Cristo in una "terra di nessuno" sociale e religiosa. Nel tempo precedente alla Parusia, essi non avevano letteralmente alcun posto dove stare. Una posizione che, sul lungo periodo, si sarebbe rivelata impossibile da mantenere. E' precisamente questo gruppo Gentile ad essere vittima delle persecuzioni anti-cristiane durante i lunghi secoli precedenti la conversione di Costantino nel 312. Ma Paolo non si aspettava un lungo periodo".
(P. Fredriksen, Jesus of Nazareth. King of the Jews, Vintage Books, New York, 1999, p. 135)

1 commento:

babori ha detto...

Come dire: apocalittici o integrati?
Mi sa che la montagna ha partorito un topolino.